Una penna a sfera blu, di quelle da un euro. Su Fabriano liscio non si cancella: ogni linea che appoggio resta lì dov’è, e il vecchio col turbante è fatto di qualche decina di migliaia di quelle linee.
Presa una per una, nessuna somiglia a niente. Sono segni di biro, tutti uguali. Il volto non sta in nessuno di essi — sta negli incroci, negli addensamenti, nei rapporti di densità fra una zona e l’altra. Tolgo le relazioni fra i tratti e non resta un uomo più semplice: resta un foglio sporco.
Questo è ciò che il testo depositato in fondo a questa pagina sostiene di tutte le cose. E non come metafora.
Il momento in cui compare qualcuno
Ritratto a penna a sfera in lavorazione: il volto è definito, il turbante è ancora un contorno a matita

C’è un punto, disegnando, in cui il foglio smette di contenere segni e comincia a contenere una persona. Non coincide con la fine del lavoro. In questa fase il turbante non esiste ancora, è un contorno a matita che non ha dentro niente: eppure l’uomo c’è tutto, guarda, ha un’età e un carattere.
È ciò che il sistema chiama identità strutturale. Quello che riconosciamo non è la somma delle parti, e non è la materia che le compone: è un disegno di rapporti diventato abbastanza stabile da reggersi. Vale per un foglio, e vale per un volto vero — che in vent’anni sostituisce ogni sua cellula e resta riconoscibile.
Nello stesso foglio c’è anche una seconda cosa. Il tratto è mio: la direzione delle ombreggiature, il modo in cui seguono la piega della stoffa e il verso dei peli della barba, si riconoscono da lontano. È una firma, ma non falsa la somiglianza — la costruisce. Due strutture convivono sulla stessa carta: quella di un vecchio che non ho mai incontrato, e la mia.
Che cosa contiene il testo
Settantacinque pagine, in italiano. Non un saggio: un sistema, costruito perché ogni affermazione poggi su quelle precedenti e si possa sempre risalire all’indietro fino al punto di partenza.
- Tre assiomi. Non postulati per comodità: proposizioni che non si possono negare senza usarle nell’atto stesso di negarle.
- Dodici definizioni fondamentali e concetti di sistema — l’ente, il polo, la relazione, l’identità strutturale, il Fondamento.
- Otto definizioni derivate, ciò che gli enti fanno: la configurazione, l’autorelazione, la consapevolezza per soglie, il desiderio, il bene, la liberazione.
- Quattro postulati, dichiarati apertamente come non dimostrabili dall’interno del sistema.
- Quindici teoremi — fra cui che la molteplicità è strutturalmente necessaria, che il tempo è prospettivo e non fondamentale, e che la consapevolezza emerge dalla complessità senza che nulla si aggiunga dall’esterno.
Tre cose che lo distinguono
Gli assiomi si difendono da soli. Il criterio non è l’evidenza intuitiva, che è opinabile, ma la contraddizione performativa: chi nega che qualcosa appaia a qualcuno, per negarlo deve già essere apparso a sé. Non è un artificio — è il solo terreno su cui un punto di partenza non chiede di essere creduto.
Le assunzioni sono dichiarate. Ogni sistema ne ha; quasi nessuno le mostra. Qui i quattro postulati stanno in un capitolo che ne dichiara lo statuto: sono assunzioni, non conclusioni, e chi non le concede sa esattamente dove il sistema si ferma.
Le obiezioni hanno un capitolo loro. Otto, prese nella forma più forte: Wittgenstein, Kant, Hegel, Parmenide e Spinoza, il materialismo, il buddhismo, l’esistenzialismo, l’Advaita Vedānta. Un capitolo finale elenca poi ciò che il sistema non è in grado di fare. Un’ontologia che non sappia dire dove finisce non è un’ontologia.
Da dove nasce
Non da uno studio universitario. Da cinquant’anni passati a guardare facce abbastanza a lungo da doverle rifare linea per linea, e dalla domanda che i volti restituiscono a chi li ritrae. Che cosa permane, se non permane niente.
Vecchio con turbante, ritratto a penna a sfera blu su carta Fabriano liscia

Leggerlo
Il testo è depositato ad accesso aperto su Zenodo, l’archivio del CERN. Si scarica senza registrarsi e senza pagare nulla.
Scarica Unitismo — I Fondamenti (PDF, 75 pagine)
- Tipo: preprint · Versione: 1.1 · Lingua: italiano
- Licenza: Creative Commons Attribuzione 4.0 — si può leggere, copiare, tradurre e citare liberamente, anche a fini commerciali, purché sia indicato l’autore
- Autore: Luigi Pagano — ORCID 0009-0006-6040-4033
Come citarlo
Pagano, L. (2026). Unitismo — I Fondamenti. Un'ontologia relazionale: assiomi, definizioni, postulati, teoremi (versione 1.1). Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.21955419
Il deposito è uscito in versione 1.0 a nome Luigi Pagano-Esposito. Le due forme indicano lo stesso autore e lo stesso identificativo ORCID.
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Se è la prima volta che ne senti parlare, comincia da che cos’è l’Unitismo, che non contiene una sola sigla. Gli altri ritratti sono nella galleria delle opere.
